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sabato 19 dicembre 2020

Step 26 - L'incisione chimica delle matrici delle carte

Il processo dell'incisione chimica su lastre di zinco era uno degli ultimi step per la produzione di una carta. Questa tecnica veniva utilizzata per produrre le matrici delle mappe che poi venivano piegate sui rulli per la stampa. Vediamo un po' più nel dettaglio il processo per la produzione delle matrici.

Per prima cosa si crea il "bagno" per la lastra di zinco, precendentemente incisa superficialmente, con acido nitrico, oppure al solfato di rame, insieme all'acqua (in rapporto 1:12 e 1:3 rispettivamente). Questi due composti sono molto ossidanti e quindi scavano dei solchi, più o meno profondi, in corrispondenza delle incisioni della lastra, ricavando così gli "alloggi" per l'inchiostro. 

Esempio di lastra di zinco incisa chimicamente, raffigura una protesi bionica per un braccio

Ad oggi questo processo è ormai superato, le matrici vengono prodotte con un processo automatico che consiste nel creare il modello su computer e inviarlo ad una macchina che con un punteruolo ne incide la superficie. L'incisione chimica è caduta in disuso perchè era un processo molto lento e soprattutto pericoloso. Le sostanze chimiche, come l'acido nitrico, sono molto nocive, tossiche e i suoi fumi producono danni irreparabili al sistema respiratorio.

Per sapere di più sull'incisione chimica clicca qui.

Step 26 - L'ottica: La pulizia delle lenti

La pulizia di lenti dello stereocartografo è una procedura molto delicata. Periodicamente esso veniva smontato per eliminare i residui di polvere e le macchie dall'ottica, im modo da permettere all'operatore una migliore vista per l'accoppiamento delle foto stereoscopiche.

Il processo richiedeva molto tempo e veniva attuao attraverso una soluzione a basso contenuto di alcool chiamata soluzione di lavaggio per poi passare alla soluzione di risciacquo.

Per prima cosa bisogna spolverare l'ottica in modo che quando verrà lavata non si incorrerà nel pericolo che qualche residuo di polvere provochi graffi e lesioni.

La soluzione di lavaggio era preparata con i seguenti ingredienti:

  • Vetril 1 oncia
  • Alcool isopropilico 1,5 once
  • Acqua distillata 12 once

La concentrazione percentuale della soluzione risulta essere 10% v/v.

É grazie all'acool e alle sue proprietà che venivano eliminati gli aloni, le impronte e tutti iresidui.

Durante il procedimento bisogna stare attenti a miscelare la soluzione senza agitarla. I liquidi bisogna filtrarli e porli in uno spruzzino. Non bisogna immergere le lenti nella soluzione ma spruzzarla sopra e rimuovere il liquido con uno straccio di cotone. Bisogna indossare anche i guanti in modo da non lasciare impronte.

La soluzione di risciaquo è composta semplicemente da acqua distillata per eliminare tutti i residui di Vetril.

Prima di riposizionare tutti i componenti bisogna far asciugare bene le lenti.

Per avere altre informazioni sulla pulizia delle lenti clicca qui

Fonti: Luciano Romeo, direttore tecnico del museo delle Officine Galileo.

Step 26 - Anodizzazione dell'alluminio: come l'alluminio non invecchia nel tempo

L'alluminio è uno dei metalli della tavola periodica più resistente al tempo, questo grazie a un sottilizzimo trato di ossido che impedisce al materiale di entrare in cotatto con l'ossigeno.

É davvero un fatto bizzarro che ci serviamo dell'ossido, una sostanza che normalmente rovina gli oggetti, basta pensare che l'ossidazione del ferro produce quella che volgarmente viene chiamata ruggine. Invece l'ossido di alluminio protegge il materiale. Basta pensare che questi è il secondo materiale per durezza, dopo il dimante, ad oggi conosciuto.

L'applicazione dello strato di ossido sull'alluminio viene chiamata anodizzazione. Il processo di anodizzazione non è molto complicato da capire. Il metodo più comune consiste nell'anodizzazione con acido solforico. Il pezzo di alluminio sottoposto a questo trattamento, viene pulito e immerso nell'acido. Il pezzo funge da anodo (-) di un circuito elettrico, al quale viene applicata una carica positiva, mentre alle piastre, anch'esse immerse nell'acido viene applicata una carica negativa. L'oggetto, a questo punto, si combina con gli ioni di ossigeno a carica negativa e crea l'ossido di alluminio.

Vasca di anodizzazione

 

Ma il processo non è finito qui, per scopi puramente decorativi, questo ossido può essere anche colorato, fissato ed infine fatto asciugare.

L' ossatura stereocartografo è fatto di alluminio e grazie a l'ossidazione di tutte le sue parti, ha permesso ad alcuni suoi esemplari di essere operativi anche ai giorni nostri.

Per saperde di più, visita questo sito.